Immagini e fantasmi

Dopo il passaggio della guerriglia in quelle terre, dopo l'assassinio del "CHE", in una scuola, una terribile siccità si abbattè sul villaggio di LA HIGUERA; animali e piante morirono e i contadini dovettero emigrare. La voce popolare, la interpretò come una punizione divina per aver lasciato morie il "CHE" in mano ai soldati. Tra i contadini di Cochabamba è diffusa una strania litania: "Anima del CHE, per tua intercessione chiedo il miracolo che guarisca la mia vacca, concedimelo anima del CHE".
Nel villaggio di LA HIGUERA sono conservate come reliquie frammenti di capelli o brandelli di pantaloni insanguinati.
L'infermiera di Vallegrande che lo spogliò, confessa: "A volte sogno il CHE e lo vedo vivo, lui mi viene a trovare mi parla i mi dice che mi toglierà da questa miseria in cui vivo".
La morte dei Ernesto "CHE" Guevara provocò stupore, sconcerto, paura, impotenza, rabbia in migliaia di uomini e donne. In soli undici anni di vita politica era divenuto il simbolo della rivoluzione latino-americana. Il poeta Mario Benedetti lasciò questa testimonianza:

Eccoci qui
costernati
furenti
pur se questa morte
è uno degli assurdi prevedibili.

La statua di bronzo alta sette metri che si trova a Santa Clara è opera di Josè Delarra, lo stesso artista che affidò ad un astronauta cubano una maschera del "CHE" in porcellana affinché la portasse nella stratosfera. Si tratta di un "CHE" Guevara robusto, quasi grassi, con un barbone da babbo natale. Non sorride. E' questo il problema delle statue. Il bronzo non riproduce bene il sorriso.
Comunque c'è un ricordo. Dalle migliaia di foto, poster, magliette, libri, frasi, tutti della società industriale che non sa custodire i suoi miti nella sobrietà della memoria, il "CHE" ci guarda attento. E' IL NOSTRO SANTO LAICO.