La maledizione del "Che"


Nel corso dei quindici anni che seguirono la morte di Ernesto Guevara, per una sorprendente serie di coincidenze la maggior parte dei coloro che ebbero a che fare con la cattura e l'assassinio del "CHE" e la scomparsa del suo cadavere rimasero vittime di strani incidenti mortali.
Come se il fantasma del "CHE" fosse tornato a chiedere conto ai propri assassini, un'ondata di violenza colpì uno ad uno quasi tutti i protagonisti della sua scomparsa. Non c'è da stupirsi se questa serie di casualità diede origine alla leggenda della "maledizione del Che", che secondo la voce popolare avrebbe concertato dall'aldilà incidenti, attentati e malattie; una seconda voce senza alcuna prova a sostengo, attribuì ai servizi segreti cubani un'operazione di vendetta internazionale.
Il Presidente della Bolivia, colui che aveva confermato l'ordine esecuzione del "CHE" il 29 aprile 1969 morì carbonizzato precipitando col suo elicottero. L'incidente non è mai stato chiarito.
Uno scrittore cubano raccontava: "Tre anni dopo la morte del "CHE", la superstizione popolare presagiva che si sarebbe portato nella tomba irresponsabili della sua morte".
Due storici cubani che svolsero ricerche nel sud della Bolivia, nella zona in cui operò la guerriglia del "CHE" segnalavano: "In seguito a tali credenze, tra i militari boliviani e i loro familiari cominciò a circolare una catena di Sant'Antonio, una lettera che diceva che la morte del Presidente della Bolivia era un punizione divina e che una disgrazia attendeva tutti i colpevoli dell'assassinio di "CHE" Guevara. Per salvarsi gli interessati dovevano recitare tre padrenostro e tre avemarie quindi riprodurre la lettera in nove copie i inviarla ad altri destinatari.
Il 10 ottobre 1970, un giorno dopo il terzo anniversario della morte del "CHE" morì in un incidente d'auto il primo ufficiale che aveva partecipato alla cattura. Poco dopo il Colonnello Roberto QUINTANILLA, che in qualità di Capo dei Servizi Segreti del Ministero dell'Interno aveva presenziato all'amputazione delle mani del cadavere del "CHE" per la successiva identificazione, fu giustiziato nell'aprile del 1971 ad Amburgo.
L'agente della CIA che identificò il "CHE", tornato a Miami comincio a soffrire d'asma, nonostante la malattia si manifesti durante l'infanzia e lui non ne avesse mai sofferto prima. "Quando arrivai qui a Miami mi fecero prove allergiche di ogni genere ma non venne fuori niente. Conclusero che era la maledizione del "CHE" o qualcosa di psicologico, mi colpiva sia in climi asciutti che umidi, sia freddi che caldi".
Nel maggio del 1976 il Comandante dell'ottava divisione che aveva trasmesso l'ordine di uccidere il "CHE" venne giustiziato a Parigi, dove ricopriva l'incarico di Ambasciatore della Bolivia, venne giustiziato da un Comando autodefinitosi "Brigata Internazionalista CHE Guevara" che dopo quell'operazione non tornò più a far parlare di lei.
Nel 1981, affrontando a un gruppo fascista che aveva occupato un accampamento petrolifero a Santa Cruz, il Capitano che catturò il "CHE", fu ferito da una pallottola che gli perforò entrambi i polmoni e gli lese la colonna vertebrale, paralizzandolo. A sparargli, per errore, fu uno dei suoi uomini.
Poco sappiamo della morte del Sottufficiale Mario TERAN; anche se alcuni giornali hanno scritto che vaga alcolizzato per le strade di Cochabamba, perseguitato nei suoi incubi dall'immagini del "CHE", e che, ha dovuto sottoporsi a frequenti cure psicologiche.