punire
il rigore delle leggespina, il freddo bianco
dei giustizieri
quelli che dicono no! A ogni
sguardo oltre la loro cortina
Tre volte no!
Al pentimento, al perdono, alla rinascita
Così che il sanatorio si svela per ciò che è:
un lungo obitorio dove battono i cuori nuovi
dei prigionieri
: quelli un tempo colpevoli o insani,
o forse solo umani senza volto
I condotti all'ara, i passi cronometrati,
vengono incrociati sopra un lettino bianco
e lì esposti, al bianco letale e ai vitrei occhi
dei convitati, dei così vendicati
(altrove, nell'aperto di un'altra chiusa storia, altre
figurine vengono oscurate dentro un lenzuolo bianco
e poi seminterrate e fedelmente lapidate
e altrove
e altrove
cappucci e cappi e strappi
e colpi secchi e bianchi corporali sacchi
)
Fuori, ai varchi o rincasati, stretti o sparpagliati,
stanno altri esseri umani
e ciascuno, mentre
i rituali sommariamente scorrono, graffia dentro di sé
un irriducibile, un risorgente No!
Eugenio De Signoribus - 2000-2001
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