Cose dell' altro mondo

Per un mondo più giusto e più umano a Genova, come prima a Seattle e a Praga e in tante città del pianeta, tantissime persone sono scese in piazza a manifestare. Appartengono a culture, nazionalità, religioni, convinzioni politiche tra loro differenti, ma sono tutte unite all'idea che un altro mondo è possibile. Un mondo diverso da quello in cui noi oggi viviamo, caratterizzato da un'enorme sproporzione di ricchezza e di reddito tra pochi super-ricchi e una moltitudine sterminata di poveri e di oppressi. Questo mondo è il prodotto della globalizzazione capitalistica che, in nome del mercato e del profitto, nega ai malati del Sud del mondo la possibilità di curarsi, costringe al lavoro come schiavi milioni di bambini, uccide di fame milioni di persone, distrugge la natura e l'ambiente, stermina i popoli indios, annulla le differenze di cultura e di tradizioni, sottrae alla libertà, alla democrazia, alla partecipazione popolare le scelte sulle sorti del mondo.
La frontiera tra Nord e Sud del mondo non è una frontiera solo geografica ma è una frontiera sociale. Il Sud è anche dentro le nostre società occidentali. Gli ultimi dati ufficiali ci parlano dell'esistenza in Italia di oltre sette milioni di poveri, molti di essi lavoratori. La precarietà e l'insicurezza è ormai la condizione permanente di vita delle nostre giovani generazioni. I salari e le pensioni non bastano più a garantire una vita appena dignitosa. Le privatizzazioni della sanità, della scuola, dell'assistenza ci privano di diritti fondamentali. E' per questo che la lotta contro questa globalizzazione è la stessa lotta degli operai metalmeccanici per il contratto e in autunno sarà la stessa lotta degli studenti e degli insegnanti per la difesa della scuola pubblica, dei lavoratori precari per la sicurezza, dei pensionati per un reddito dignitoso, dei disoccupati per un lavoro, degli sfrattati per una casa, dei cittadini per il diritto alla salute. Il potere sa che l'ordine dell'ingiustizia e dell'oppressione comincia ad incrinarsi nella coscienza dell'umanità. Per questo usa tutti i mezzi per impedirne il crollo, anche la violenza e la repressione poliziesca come a Genova. Ma la nostra forza è quella della ragione, non quella dei manganelli, dei lacrimogeni e delle spranghe. Chi dice di essere con noi ed ha in mano uno strumento di aggressione è nostro nemico perché fa il gioco del potere. Dobbiamo convincerlo ad abbandonare la sua arma e ad alzare le mani, dipinte di bianco, per armarsi solo della parola. E' la parola, libera e giusta, a spaventare il potere. Una parola che dice "Un altro mondo è possibile". Questa parola risuonerà il 29 settembre a Roma alla manifestazione nazionale di Rifondazione Comunista, il 14 ottobre ad Assisi nella marcia per la Pace e il 10 novembre di nuovo a Roma per la grande manifestazione indetta dal Genoa Social Forum. Ti aspettiamo per parlare tutti assieme il linguaggio di un pianeta ferito dal capitalismo globale ma ormai pronto a rialzare la testa. Intanto vieni alle nostre feste di Liberazione. Potremo insieme discutere delle "cose dell'altro mondo" e costruire, con pazienza e con gioia, le parole, i gesti, le azioni che lo renderanno possibile.

Andrea Ricci
Segretario della Regione Marche del
Cupra Marittima, 20 agosto 2001 Partito della Rifondazione Comunista 

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