Fermiamo Israele

Stanno sterminando un popolo, i palestinesi, che ha la sola colpa di volere esistere e voler vivere, e tutte le grandi e medie potenze del mondo sono attivamente o passivamente complici di questo sterminio.

Solo un piccolo gruppo di persone coraggiose, armate di volontà, di cellulari e di ragione, si adopera attivamente perché cessi questo massacro, aiuta come può gli abitanti di Ramallah e di Gaza, protegge gli ospedali dalla furia dei carri armati di SHARON. Con rischi concreti, se è vero, come dicevano le notizie del tardo pomeriggio (1° aprile) che la nostra eurodeputata Luisa Morgantini è nelle mani dell’esercito di Tel Aviv.

Lo sappiamo: in queste ore di angoscia, ogni parola rischia di essere solo retorica. Ma, davvero, a questi nostri amici pacifisti dobbiamo un ringraziamento speciale. Sono lì per tutti noi. Per quelli di noi che vorrebbero essere lì, e non possono.

Per noi che avvertiamo il bisogno acutissimo di fare qualcosa, in una “guerra” (ma merita ancora il nome di guerra, o è qualcosa di molto peggiore, un tentativo di annientamento, senza regole, senza limiti, senza un filo di pietà?) che è ormai un paradigma della barbarie globale in cui sta precipitando il pianeta.

Grazie ancora.

Noi combattiamo come possiamo, con queste righe informiamo i cittadini di quello che avviene nel mondo.

“Chiediamo al Presidente del Consiglio di esercitare ogni ulteriore, possibile pressione sul presidente Bush”. A che cosa serve essere il miglior amico dello “zio Sam” se in casi del genere non si alza la cornetta?

Cupra Marittima 2 aprile 2002

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