PARTITO
DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CUPRA MARITTIMA
Nel numero di Aprile del mensile Cupra e la Valmenocchia un editorialista, tale
Dott. Avv. Pierluigi Rausei, sosteneva in un farneticante articolo “che il male oscuro di Cupra Marittima è Rifondazione Comunista ed Antonio Biocca”. Abbiamo ricevuto una lettera di un giovane, indignato nel leggere tali idiozie, la abbiamo consegnata nelle mani del direttore Raimondo Sbaffoni ricevendo dallo stesso le più ampie rassicurazioni che sarebbe stata pubblicata sul numero di Maggio. Nonostante ciò questa lettera non è stata pubblicata in barba alle più elementari regole del pluralismo democratico e del diritto di informazione delle quali tale mensile spesso si vanta, ma poi nei fatti…..
Il sottoscritto non è un lettore del periodico Cupra e la Val Menocchia. Non sono neanche cuprense. Ma sono un giovane cittadino indignato. Mi è giunto tra le mani l’articolo del Dott. Avv. Rausei contro Antonio Biocca e il suo partito. L’ho letto fino in fondo ma già a metà mi era salita la nausea. Sarebbe stato da buttarlo con il disprezzo che merita. Ma sono un amico e compagno di Biocca e mi sono sentito profondamente ferito per lui. Non posso pertanto stare zitto. Ma sarò sordo ad eventuali risposte che non siano delle scuse.
Veniamo ai fatti. A chi ha la caparbia e il coraggio di leggerlo, il Saggio Rausei spiega di essersi finalmente accorto che tutto sommato l’attuale sindaco di Cupra Marittima Giuseppe Torquati è un buon uomo. Una vecchia volpe democristiana, traffichina ma cortese. Che sì Torquati è scarsamente democratico, ma sotto sotto è uno di noi, «figlio di questa terra e di questo paese», dice il Patriota Rausei. Magari il sindaco è un po’ ignorante dato che è soltanto un perito meccanico: troppo poco per l’Avvocato Rausei, che forse crede di essere l’unico laureato d’Italia o che – peggio – giacché ha studiato con profitto può zittire tutti. E infatti lui è opinionista di fama mondiale e politico imbattuto…
Archiviato il buon Torquati, gentilmente l’Esorcista Rausei spiega a noi poveri ingenui che invece il «male oscuro di questo nostro paese rivierasco, troppo abbarbicato su se stesso, quasi fosse una piccola comunità montana» - si noti la prosa tardo-ottocentesca di “chi ha studiato” - ha un altro nome: Rifondazione Comunista. Ma qualche riga dopo tutto è più chiaro. L’Autore dà in pasto al lettore un nome e un cognome: Antonio Biocca.
Inizia quindi una ricostruzione della storia della politica cuprense degli ultimi trent’anni che chiunque fosse informato dei fatti riscontrerebbe come una favoletta a dir poco faziosa e manipolata, con tanto di morale manichea su chi incarni il Bene (tutti senza distinzioni fuorché Rifondazione e Biocca) e chi il Male (Rifondazione e Biocca, appunto). I famigerati nemici del popolo cuprense, quei comunisti che negli incubi del Pio Rausei mangiano ancora i bambini, avrebbero «provocato la scomparsa della politica e il blocco della partecipazione democratica fra i cuprensi». Meno male che ci sono i paladini di Piazza Possenti a fare un’opposizione tanto trasparente che non si vede. Naturalmente guidati dal Puro Rausei, uno che non cede mai «alle lusinghe del potere». Anche perché il potere non glielo ha dato nessuno, visto che è arrivato terzo alle ultime comunali correndo da solo e non con il resto del centrosinistra. Ma a lui era concesso, tanto è sempre e comunque Rifondazione che spacca le alleanze.
La novità è che l’Arguto Rausei ha scoperto il complotto rosso ordito dagli sgherri di Biocca e lo vuole denunciare a squarciagola. Biocca e i suoi accoliti hanno dato vita – pensate un po’ – ad un nuovo movimento cittadino che si colloca politicamente a sinistra ed è aperto al dialogo con tutte le forze del centrosinistra, puntando a divenire una lista civica con al centro il rinnovamento dei metodi, l’attenzione alla società civile e la partecipazione democratica dei cittadini alla vita amministrativa di Cupra. Ma che siamo matti! Questo è troppo, ha sbottato il Democratico Rausei. Biocca e compagni non si possono permettere di creare nulla di diverso da Piazza Possenti e di muovere la minima critica all’invincibile Armata Brancaleone capitanata dallo stesso Nausei. Che irresponsabili questo biechi comunisti! E se qualcuno ancora avesse dei dubbi, per fugarli del tutto l’Ecumenico Rausei illustra come con talento Piazza Possenti abbia messo assieme proprio tutti contro la giunta Torquati, eccetto la pestilenziale Rifondazione: dai post-fascisti di Alleanza Nazionale (il Revisionista Rausei li considera figliol prodighi) ai riformisti diessini ex-comunisti, passando per qualche vecchio democristiano e craxiano che pur di spartirsi qualcosa… Loro sono il nuovo che avanza, quelli che non seguono come pecore le ideologie, ma che hanno in comune gli «IDEALI» (tutto maiuscolo, si badi). Che eroi!
È inconcepibile che Rausei si vanti dell’esperienza di Piazza Possenti proprio in virtù del fatto che questa abbia mischiato assieme forze politiche tanto diverse. Se fosse un po’ meno saccente si accorgerebbe che la politica non è l’accordo consociativo tra le segreterie di partito che decidono di andare tutte insieme appassionatamente ad occupare delle poltrone, in barba alle differenze politiche e storiche che le dovrebbero caratterizzare. Dire che si hanno ideali comuni è ipocrita e retorico. La destra e la sinistra non sono mai compatibili, neanche in un paese piccolo in cui ci si conosce tutti. Affermare il contrario vuol dire prendere per stupidi i cuprensi, quasi fossero una massa di cretini incapace di distinguere tra diverse idee e visioni politiche della realtà. Visto che Rausei è “uno che scrive i libri” saprà di certo che il compianto filosofo politico Norberto Bobbio ricordava «il diverso modo in cui è concepito, rispettivamente dalla destra e dalla sinistra, il rapporto tra eguaglianza e diseguaglianza» e che «coloro che si proclamano di sinistra danno maggiore importanza, nella loro condotta morale e nella loro iniziativa politica, a ciò che rende gli uomini eguali, o ai modi di attenuare e ridurre i fattori della diseguaglianza; mentre coloro che si proclamano di destra sono convinti che le diseguaglianze siano un dato ineliminabile, e che in fin dei conti non se ne debba neanche auspicare la soppressione».
Se Rifondazione Comunista non si è alleata nel 1999 con il resto della sinistra moderata e quest’ultima non è riuscita a vincere le elezioni, non è per estremismo ma proprio perché i potenziali alleati non si distinguevano abbastanza dal centrodestra cuprense, preferendo vecchi personaggi e logiche clientelari ad una forza come Rifondazione sempre coerente e battagliera. Oggi comunque si parla d’altro. Partecipazione Democratica vede tra i suoi promotori Rifondazione ma è infido dire che sarebbero Biocca e altri comunisti impuniti a far da burattinai dietro le quinte. Così si offende l’intelligenza di tutti coloro che hanno preso parte con entusiasmo a tale progetto, dimostrando lo spirito di apertura senza pregiudizi verso ogni singolo cittadino ed ogni forza interessati a questa nuova esperienza.
Su tutto, comunque, risalta un’ultima cosa che mi sta a cuore dire. L’attacco personale di Rausei ad Antonio Biocca è infantile e squallido per i termini gravi che usa direttamente contro Rifondazione e indirettamente contro Biocca. Ma il suo messaggio è arrivato, e suona quasi come una minaccia: fuori Piazza Possenti non ci voglio nessuno. Bel modo di fare politica e di presentarsi come alternativa all’attuale giunta.
Dal canto mio, continuo a preferire la politica come la intende Antonio Biocca. Antonio è uno che da quando lo conosco mi ha insegnato tante cose senza neanche accorgersene, sempre modesto com’è a dispetto della presunzione di chi lo attacca. Mi ha dimostrato come la politica è stare tra la gente e nelle piazze, e non solo nelle stanze di partito o nei consigli comunali. È saltare i pasti perché si deve andare ad attaccare i manifesti elettorali fino a 50 Km di distanza senza chiedere il rimborso di una lira di benzina. È darsi anima e corpo per montare le strutture di una festa de l’Unità, una volta, o di Liberazione, oggi. L’ideologia per lui non è una fede cui alzare altarini, magari sovietica o come per Rausei democristiana. Ma è la forza di un’idea di trasformazione della società e della vita. Un lavoro duro e un dovere che ci chiama tutti i giorni a lottare nel proprio piccolo per un mondo più giusto. Antonio è comunista e lo è con orgoglio perché crede che un altro mondo è possibile e che questo, senza i comunisti, sarebbe davvero peggiore.
Ho passato tante ore girando in macchina con lui che guidava e io a scandire la fonica. E vi assicuro che la politica fatta così, con passione e umanità, è una cosa bella e al tempo stesso molto seria. Per questo non permetto a nessuno, tanto meno ad un giovanotto saccente come me, di toccare il compagno Antonio Biocca. Cupra e noi tutti avremmo bisogno di più gente come lui.
Lorenzo Rossi