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NO
alla guerra
SÍ ai diritti sociali
La guerra deve essere fermata.
La guerra può essere fermata. Questo hanno detto le enormi
manifestazioni delle settimane scorse, questo dicono i milioni di
bandiere della pace esposte alle finestre, le manifestazioni e gli
scioperi immediatamente scattati dopo l’inizio delle ostilità.
Questa guerra determinerà ulteriori grandi sofferenze alla
popolazione irachena e produrrà una vera e propria catastrofe
umanitaria.
Questa guerra è illegittima perché la Costituzione repubblicana
ripudia la guerra come mezzo per risolvere le controversie
internazionali.
Questa guerra è illegittima perché viola il diritto internazionale e
stessa Carta Costitutiva dell’ONU.
Illegittima e illegale è quindi la posizione del governo italiano
che permette agli Stati Uniti l’utilizzo del territorio, dello
spazio aereo e delle basi in Italia.
Questa è una guerra per il petrolio e per imporre un ordine mondiale
basato sul dominio e sulla forza. Questa guerra non risolverà ma
favorirà il terrorismo: guerra e terrorismo si alimentano a vicenda
in una spirale perversa di morte e distruzione.
Per questi motivi crediamo sia giusto disobbedire in forme
nonviolente alla guerra e a tutti gli atti che collaborano o
favoriscono la guerra: è giusto ostacolare la guerra anche
promuovendo atti di disobbedienza nonviolenta quali bloccare i treni
e le navi della morte e come gli scioperi per impedire il
caricamento nei porti e negli aeroporti di armi e mezzi destinate
alla guerra.
COSTRUIAMO LO SCIOPERO
GENERALE EUROPEO CONTRO LA GUERRA!
Questa guerra infinita ed
indefinita rappresenta il lato più distruttivo di una più generale
offensiva contro i diritti dei lavoratori e i diritti sociali in
generale. Il taglio dei salari, l’attacco all’occupazione,
all’articolo 18, alle pensioni, alla sanità e alla scuola pubblica
sono elementi costitutivi di questa offensiva. Vogliono cancellare
ogni diritto del lavoro perché ci vogliono tutti precari e
sottomessi all’arbitrio dell’impresa.
Milioni di lavoratori hanno scioperato e sono scesi in piazza per
difendere questi diritti. Ma la loro lotta rischia di essere
sconfitta dall’arroganza del governo che vuole andare avanti a tutti
i costi.
Possiamo fermarli con il referendum che estende a tutti i lavoratori
dipendenti l’articolo 18 ! La lotta contro la guerra e la lotta per
la giustizia sociale sono le due facce di una stessa medaglia. Con
la vittoria del SI al referendum si sconfigge l’attacco all’articolo
18 e si apre una nuova fase per estendere i diritti del lavoro e i
diritti sociali oggi
negati alla maggior parte dei lavoratori e dei cittadini!
PACE E GIUSTIZIA SOCIALE
SÍ AL REFERENDUM PER ESTENDERE L'ART. 18
Cupra Marittima lì 28 marzo
2003 Leggi
Liberazione
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