16.02.05

Liberiamo Giuliana, liberiamo la pace

Il drammatico appello lanciato oggi dalla nostra compagna Giuliana Sgrena
ci spinge con ancora più forza a chiedere il ritiro immediato delle truppe
dall'Iraq. Giuliana, anche ora in un momento così drammatico, ci ricorda
che la sua propria liberazione non può non coincidere con la liberazione
di tutto il popolo iracheno dall'occupazione e dalla guerra.
In queste ore si discute al Senato il rifinanziamento della missione militare
italiana in Iraq. Noi insieme a tutto il movimento per la pace e alla grande
maggioranza del popolo italiano abbiamo sempre sostenuto il carattere di
guerra di questa missione, la sua illegittimità e la sua incostituzionalità,
oltre alla palese violazione del diritto internazionale che questa guerra
rappresenta. Nessuna svolta può essersi verificata per il popolo iracheno
con le elezioni che hanno avuto luogo con l'occupazione e la guerra, tanto
che i nefasti effetti dell'azione militare unilaterale degli Stati Uniti,
cui anche l'Italia partecipa, si dispiegano tuttora sul territorio iracheno
e colpiscono ancora una volta una nostra connazionale e i civili innocenti.
Chi ancora si rifiuta di ritirare le truppe non cerca nessuna soluzione di
pace.
Per questo i giovani comunisti il 19 febbraio riconfermano in maniera ancora
più decisa la loro partecipazione alla manifestazione per il ritiro delle
truppe e la liberazione di Giuliana Sgrena.
E non solo, ora più che mai è necessario moltiplicare le azioni di disobbedienza
e conflitto contro la guerra su tutti i territori, riattivare il grande movimento
per la pace, scendere in piazza tutti non solo il 19 ma anche nei giorni
seguenti, ognuno come può e come vuole, fino a quando Giuliana non sarà di
nuovo con noi e le truppe non saranno state ritirate.

Esecutivo nazionale Giovani Comunisti
Michele De Palma
Sergio Boccadutri
Danilo Corradi
Federica Miralto