CHI MUORE NEI LAGER DELLO STATO

 

 

Non per tutti questo 2006 è cominciato all’insegna della speranza, della pace e per un futuro migliore.

Primo Levi scriveva:

“Voi che siete sicuri nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici:

considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per un pezzo di pane

Che muore per un si o per un no.

Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo.

Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore, stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi”

Primo Levi scrisse questa poesia in ricordo alla sua personale e tragica esperienza nei campi di sterminio nazisti.

Ora siamo nel 2006 e nella notte di capodanno nel Centro di Permanenza Temporaneo di Caltanissetta presentato alla stampa come un ‘oasi di serenità ed efficienza, si è consumato l’ennesimo dramma.

Erano le 3.20 della notte. Un ragazzo tunisino rinchiuso dallo scorso 18 novembre improvvisamente si sente male, i compagni di cella corrono per aiutarlo, portato all’ospedale era già troppo tardi.

Perché questo ragazzo si è sentito male? Il 31 dicembre saputo di aver perso un suo familiare, il ragazzo perde la calma.

Pare che fosse così fuori di sé dal dolore che il personale gli abbia dovuto somministrare dei calmanti.

In quale dose e in quale tipo, non è dato sapere.

Sta di fatto che il ragazzo dopo aver ricevuto una dose massiccia di calmanti, ha perso la vita.

Il tutto è successo senza che nessuno sapesse nulla, nell’indifferenza della gente e del governo.


I CPT DEVONO ESSERE CHIUSI! L’ITALIA, SE VERAMENTE SI DICHIARA PAESE DEMOCRATICO, DEVE CANCELLARE DALLA PROPRIA CULTURA QUESTI CENTRI DI DETENZIONE DOVE OGNI DIRITTO VIENE ABOLITO!