Il più odiato dalle italiane
L’accanimento manifestato dal Ministro Buttiglione contro la legge 194/78 è un atto che offende profondamente la sensibilità e il vissuto di ogni donna.
Ci sentiamo quindi di dover ribadire come questa legge sia una indispensabile tutela di scelte inviolabili.
Come prima cosa ci teniamo a sottolineare quanto sia inaudito credere che alcune donne possano annoverare l’aborto tra i metodi contraccettivi.
L’aborto è sempre una decisione lacerante, indelebile.
Riteniamo oltraggiosa la superficiale estraneità con cui Buttiglione tenta di mettere mano alla legge 194.
E’ palese che gli interessi da lui rappresentati vorrebbero, attaccando la legge 194, negare il diritto ad interrompere una gravidanza, accettandolo solo se motivato dalla povertà, l’unica condizione abbastanza cristiana da essere scusata.
L’impossibilità economica è soltanto uno dei molteplici fattori che spingono una donna a scegliere l’aborto.
Ma la proposta di modificare la legge elargendo un contributo di un milione al mese alle donne che decidono di non abortire, pone su differenti piani di valore la scelta legata alla povertà e tutte le altre.
Volendo risolvere tutto con un atto di carità, dimostrano solo di non essere intenzionati a cogliere la complessità della questione.
Infatti andrebbero potenziati i servizi sociali e i consultori familiari per garantire un sostegno psicologico ed emotivo alle donne che esercitano questo diritto in tutta dignità.
Da settembre ricomincerà a riunirsi il Forum delle donne di Rifondazione (aperto a tutte) in cui si discute di questo e di altri temi riguardanti le donne.
Per informazioni mandateci una mail o visitate il sito www.rifondazione.it
c.i.p. via macerata 24