Arrivi a fine mese?
Ci hanno detto in questi anni che bisognava togliere diritti ai lavoratori, levare il salario e privatizzare lo stato sociale per il bene dell’economia e per far crescere la produzione. Alla fine si sarebbe stati tutti meglio. È questa la ricetta del neoliberismo che il governo Berlusconi ha interpretato in maniera estremistica.
150 milioni di euro di evasione fiscale e 35 milioni di evasione previdenziale, ma si continua a colpire lavoratori dipendenti e pensionati. In più la propaganda del governo descrive un paese che non esiste: l’inflazione mai così bassa, le retribuzioni che crescono più dei prezzi, l’occupazione che aumenta.
La realtà è un’altra: la gente non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese ed esiste una condizione di impoverimento di massa che non si conosceva dall’ultimo dopoguerra, come dimostrano i veri dati sulle famiglie italiane.
Intanto, però crescono le rendite speculative e aumentano coloro che possiedono depositi bancari superiori ad un milione di euro.
E il governo di centrodestra cosa fa? Annuncia un colossale taglio delle tasse per rilanciare l’economia.
Meno tasse, quindi? Certo, ma solo per i più ricchi. I redditi bassi e medi risparmieranno una miseria mentre i ricchi moltissimo.
Ma in verità saranno le famiglie dei lavoratori e dei pensionati a scontare il costo enorme di 6 miliardi e mezzo di euro di questa manovra riservata ai soli ricchi: per i cittadini normali le tasse cresceranno di più perché regioni e comuni saranno costretti ad aumentare ancora una volta le tariffe e a tagliare i servizi. Come se non bastasse ci saranno nuovi aumenti per i valori bollati, tabacchi, giochi e altro ancora. E saremo sempre NOI a pagare il conto.
E’ giunto allora il momento di una svolta nella politica economica. Va aumentato il potere d’acquisto e i servizi pubblici per i lavoratori e i pensionati e vanno tassate invece le grandi rendite e i grandi patrimoni. Deve essere colpita l’evasione fiscale e devono essere ridotte le spese militari.
Cacciamo il governo Berlusconi!