NO ALLA MODIFICA DELLA COSTITUZIONE

 

Il 20 ottobre la Camera dei deputati ed il 16 novembre il Senato hanno approvato il disegno di legge costituzionale” Modifiche della parte II della Costituzione”.

Non essendo stato raggiunto il quorum dei due terzi, la legge non è stata promulgata, ma solo pubblicata come testo di legge sulla Gazzetta Ufficiale, per dare la possibilità di chiedere il referendum da parte di un quinto dei Parlamentari o di cinque Consigli Regionali o di 500/mila elettori/ elettrici.

Il 23 novembre è stato depositato in Cassazione – primo firmatario Oscar Luigi Scalfaro – il quesito da parte di un vastissimo arco di organizzazioni politiche, associative e sindacali per avviare la raccolta delle firme per l’indizione del referendum.

La scelta di raccogliere le firme, pur potendo attivare la richiesta parlamentare o dei Consigli regionali, è finalizzata ad attivare immediatamente tutti i cittadini per coinvolgerli nella difesa della Costituzione Repubblicana e costruire cosi le basi della vittoria del NO al referendum.

Vittoria del NO indispensabile in quanto la Modifica Costituzionale del centrodestra prevede:

-         di cambiare l’intera Seconda parte della Carta del ’48, ledendo le disposizioni dell’art.138 che impone al legislatore della revisione costituzionale di intervenire con modifiche puntuali di singoli istituti   

-         di stravolgere la forma di governo parlamentare attraverso l’introduzione del premierato assoluto, annullando il ruolo del Parlamento, ridotto ad esecutore della volontà del Primo Ministro

-         di trasformare le elezioni in un processo di investitura del Primo Ministro, che non dovrà richiedere neppure la fiducia e potrà controllare a suo piacimentola maggioranza parlamentare disponendo del potere di scioglimento della Camera

-         di manomettere le istituzioni di garanzia – Presidente della Repubblica, CSM, Corte Costituzionale – svuotandole dei loro compiti di salvaguardia del pluralismo istituzionale e dei diritti civili, politici e sociali di ogni cittadino

-         di provocare la secessione dei ricchi dai ceti poveri attraverso la devolution delle competenze in materia sanitaria ed educativa, cosi da spezzare l’unità giuridica e politica della Repubblica e annullare il diritto di eguaglianza e la pari dignità sociale delle persone, sancita dall’art. 3 della Costituzione

 

Ora, con la campagna di raccolta delle firme e poi con quella referendaria per far vincere il NO hai la possibilità di dare una nuova legittimazione popolare alla Carta Costituzionale nata dalla Resistenza antifascista, per affermare la sua centralità e supremazia, fondamento della democrazia e dei diritti universali delle persone.

 

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA